INQUADRAMENTO GEOGRAFICO

Data la felice posizione geografica, Arezzo è sempre stata fin dai tempi più remoti una città aperta agli scambi commerciali e culturali. Si colloca infatti all’imbocco di quattro vallate: Casentino a nord, Valdarno Superiore ad ovest, Valdichiana a sud-est e l’alta valle del Tevere ad est. Adiacenti al più diretto ed agevole corridoio tra nord e centro-sud d’Italia, come Firenze, Cortona, Chiusi, Orvieto, l’autostrada del Sole e la ferrovia dell’alta velocità attraversano il territorio.
Siamo a conoscenza che, già nel secolo VI a.C., ospitava un primitivo centro urbano prevalentemente agricolo, di origine etrusca. Tale centro era ubicato a cavallo dei Colli di San Pietro e di San Donato. La città etrusca di Arezzo ebbe la sua necropoli principale sulla collina di Poggio del Sole, ma tombe etrusche sono state trovate anche al di là dell’avvallamento dove adesso corre la linea ferroviaria Roma-Milano, su di un’area costeggiata da Viale dei Cittadini e Via Pier della Francesca, quest’area è l’oggetto dei nostri studi: Il Colle del Pionta.
Il Colle di Pionta è morfologicamente ovoidale e si innalza a quota m. 274. Il terreno è costituito, almeno in superficie, da tufo: un materiale quanto mai adatto ad ospitare tombe e loculi per sepolture. La distanza tra le fondazioni dell’altomedioevale Cattedrale di S. Stefano e S. Maria a Pionta, riportate di recente alla luce e l’attuale Cattedrale di Arezzo è di circa poco più di un chilometro.

Inquadramento geografico di Arezzo con al centro il Colle del Pionta

Inquadramento geografico di Arezzo con al centro il Colle del Pionta

Il toponimo Pionta e quello di “Duomo Vecchio”

Il nome “Pionta” ha origini longobarde e deriva dal termine germanico “biunda” che significa “recinto”. Questa parola è il primo nome di riferimento per il nostro colle. Sia Monsignor Tafi che la Dottoressa Melucco Vaccaro sono concordi nel pensare al “recinto” non come una cinta fortificata di un centro abitato ma bensì come un luogo recintato per terreni coltivati e allevamenti. Probabilmente fu in epoca carolingia, con il consolidamento del potere comitale dei vescovi aretini, che il Pionta si dotò di mura fortificate1, anche se il Tafi non esclude del tutto la presenza di un recinto murario in epoca precedente per racchiudere la tomba di San Donato, la cattedrale paleocristiana, la sede vescovile e la scuola dei chierici.
Il nome Duomo Vecchio è ascrivibile alla presenza del Tempio di San Donato, primo Duomo di Arezzo che da solo costituiva un punto di riferimento completo per tutta l’area. Dopo il 1203, quando la cattedrale venne trasferita entro le mura della città, si continuò a chiamare «Domus» la sede di Pionta, ma con l’aggiunta di «vetus»: Domus vetus, Duomo vecchio2.
Da questo possiamo dedurre che il nome «Pionta» sia stato fin dall’epoca longobarda il nome del colle e che solo in un secondo momento, vista la presenza del Duomo, il nome fu appunto soppiantato e Pionta rimase ad indicare qualche parte dell’area periferica del colle. Oggi il nome utilizzato per l’area è ritornato ad essere “Colle del Pionta” anche se, buona parte della popolazione non conosce nemmeno la storia e le origini di questa grandiosa area della città che fu sede del primo duomo di Arezzo.

Tra Arezzo e L’Olmo, Tavoletta I.G.M. 1950

Tra Arezzo e L’Olmo, Tavoletta I.G.M. 1950

Il Colle del Pionta oggi

Dal XVI secolo il Colle del Pionta perderà progressivamente l’influenza sulla città di Arezzo fino agli scavi archeologici degli inizi del XX secolo, dimostrazione del rinnovato interesse delle istituzioni e della popolazione più sensibile, alla riscoperta di un luogo denso di storia per la città.
Oggi il Colle del Pionta ospita l’omonimo Parco di 12 ettari, ed è interamente delimitato da percorsi stradali: a nord dal Viale L. Cittadini, a nord-est dal Viale Maginardo, ad est da Via Masaccio, a sud da Via Curtatone e ad ovest da Via A. Vespucci nella quale confluiscono Via Toscanelli (da sud-ovest) e Via di Pionta (da ovest). Da ciascuna di tali vie si può accedere alla visita del colle, sul quale si dislocano diversi scavi archeologici, risalenti principalmente agli anni 60 e 70, anni in cui si riscoprì finalmente il primo centro cristiano ed ecclesiastico della città di Arezzo.

Ortofoto del Colle del Pionta e dell’Area 1000.

Ortofoto del Colle del Pionta e dell’Area 1000.

Accedendo all’area del Pionta mediante la più antica strada, Via del Duomo Vecchio, arriviamo alla cittadella vescovile, direttamente nel luogo oggetto di questo studio, alla vista degli scavi. Nell’area è presente l’Oratorio di S. Stefano, il sito archeologico della cattedrale e l’edificio, sede dell’ex Colonia agricola, poi dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico, ed oggi residenza protetta degli ex ricoverati.
Il panorama che si ammira dal colle di Pionta è vasto e suggestivo. Dalle pendici nord-orientali (dove si trovavano i monumenti principali) si gode una veduta stupenda di Arezzo e dal punto più alto del colle lo sguardo spazia sui monti che circondano la conca aretina.
Se infatti ci soffermiamo ad osservare una pianta geometrica di Arezzo e dintorni, dotata di quote altimetriche, partendo dal sommo della città costituito dai colli di S. Pietro (m. 296, attuale Cattedrale) e di S. Donato (m. 321, Fortezza Medicea), con scansione quasi ritmica possiamo notare il susseguirsi delle collinette già citate, quella di Poggio del Sole (m. 272) e quella di Pionta (m. 274).

I Colli di Arezzo e le loro Quote

I Colli di Arezzo e le loro Quote

Dagli anni 70 ad occidente del colle ha avuto inizio la costruzione del Nuovo Ospedale aretino intitolato a San Donato, per questo gli ex edifici a nord, con funzioni sanitarie, sono stati convertiti e trasformati in locali universitari, ricomponendo il filo conduttore con la storia dell’area dove nel 1200 nacque la prima Università di Arezzo.

Vista dal Colle del Pionta verso il Duomo di Arezzo

Vista dal Colle del Pionta verso il Duomo di Arezzo – Copyright Laboratorio Fotografico Unifi

Il cuore del Parco del Pionta non ha mai subito trasformazioni negli ultimi decenni. Passeggiando tra le strade interne in parte asfaltate ed in parte rimaste sterrate, riusciamo a percepire la solennità del luogo con i suoi dolci saliscendi circondati da una vegetazione ornamentale con pini e cipressi ed una vegetazione di chiara impronta agricola con abbondante presenza di olivi, senza dimenticare il piccolo boschetto di lecci sulla sommità più alta del colle. Questa situazione crea ampi spazi aperti e zone alberate che la rendono adatta a tutte le esigenze ricreative.
Dai primi anni del 900’ in questo terreno carico di storia vengono ritrovati i primi reperti che spingeranno negli anni seguenti, studiosi ed appassionati ad interessarsi sempre di più all’area del Pionta. Negli anni si sono succedute ricerche e scavi archeologici che hanno portato alla luce cinque zone tra cui la più importante è l’Area 1000, dove sono visibili le fondamenta della cattedrale di Santo Stefano e Santa Maria. Quest’area è l’unica di cui possiamo avanzare le ipotesi più plausibili e verosimili, grazie alle evidenze storiche ed al materiale bibliografico.
Con la speranza che l’interesse verso il pionta si amplifichi in maniera esponenziale e si allarghi anche ad altre sue aree, dobbiamo tuttavia constatare come ad oggi tale luogo si presenti agli occhi dei cittadini in forte degrado e con gli scavi archeologici in perenne stato di abbandono, cinti da una rete che non rende onore alla storia ed alla bellezza del luogo.

L’Ospedale di San Donato di Arezzo nelle ultime fasi di costruzione e l’adiacenza con il Colle del Pionta

L’Ospedale di San Donato di Arezzo nelle ultime fasi di costruzione e l’adiacenza con il Colle del Pionta

Prospettiva del nucleo principale del Colle del Pionta e della Strada più antica, Via Duomo Vecchio.

Prospettiva del nucleo principale del Colle del Pionta e della Strada più antica, Via Duomo Vecchio.

L'area 1000 con i resti della Chiesa di Santo Stefano e Santa Maria

L’area 1000 con i resti della Chiesa di Santo Stefano e Santa Maria

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Bibliografia:

MELUCCO VACCARO ALESSANDRA, Arezzo. Il colle del Pionta, il contributo archeologico alla storia del primitivo
gruppo cattedrale, Arezzo 1991

TAFI ANGELO, Pionta. Il vaticano aretino, Calosci – Cortona 1995

TRISTANO CATERINA, ALESSANDRA MOLINARI, Arezzo: Il Pionta, fonti e materiali dall’età classica all’età
moderna, Letizia Editore 2005

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Estratto dell’elaborato di Tesi sul Colle del Pionta dell’Architetto Iacopo Giannini

Università degli Studi di Firenze

Relatore: Prof. Giorgio Verdiani

Correlatori:

Dott. Mauro Mariottini – Associazione Academo “Roberta Pellegrini”

Arch. Angela Mancuso

Arch. Mirco Pucci