Battaglia del Lago Trasimeno
(Seconda guerra punica)
L’ Associazione Academo, con i propri consulenti scientifici e mediante indagini digitali aeree, terrestri e subacque, stanno pianificando un progetto che mira ad identificare scientificamente il sito dove avvenne la battaglia del Trasimeno.
La battaglia del Trasimento è stata la più grande imboscata nella quale sia caduto un esercito romano insieme a quella della selva di Teutoburgo. L’esercito romano era composto da 40.000 uomini, 15.000 morirono sul campo, 10.000 fuggirono verso Roma spargendosi in tutta l’Etruria (Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXI,7,2) e più 15.000 furono fatti prigionieri (Polibio). All’alba del 24/giugno/217 a.C., secondo il calendario non riformato che corrisponde all’aprile di quello giuliano, avvenne la Battaglia fra le forze cartaginesi comandate da Annibale e le legioni romane comandate dal console Gaio Flaminio.
Altri autori, invece, con motivazioni basate sulla strategia militare, ritengono che Annibale si sia accampato nei colli di Magione.
Battaglia del Trasimeno (21 giugno 217 a.C.)
- Contesto: Scontro principale della seconda guerra punica tra l’esercito romano, guidato dal console Gaio Flaminio Nepote, e quello cartaginese di Annibale Barca.
- Obiettivo di Annibale: Decimare le due legioni romane di Flaminio prima che si unissero a quelle di Gneo Servilio Gemino.
- Strategia: Annibale accelera, raggiunge il lago Trasimeno in anticipo, si dirige verso Perugia, e accampa la fanteria pesante su una collina, posizionando i reparti sullo sfondo per un’imboscata a fianchi e circondamento.
- Movimenti romani: Flaminio arriva al lago al tramonto, accampa e riposa. L’alba successiva, i romani si spostano attraverso un stretto passaggio in una valle nebbiosa senza esploratori.
- Esito: Cartagine conquista la vittoria con la maggior parte delle legioni romane ancora in marcia.
- Perdite:
- Romane: Morte di Flaminio e pesanti perdite.
- Cartaginesi: 1.500‑2.500 soldati, principalmente celtici.
- Conseguenze politiche: La sconfitta spinge i centuriati a nominare il dittatore Quinto Fabio Massimo Verrucoso e il maestro della cavalleria Marco Minucio Rufo.